Ogni azienda ha una propria organizzazione ed un proprio modo di gestire i suoi processi, che dipendono dall’impronta di chi la dirige, dalle competenze possedute, dalla sua storia, dalla cultura dominante, dal contesto competitivo in cui è inserita: questo inevitabilmente da ad ogni azienda un taglio unico nel modo in cui fa qualità.
La nuova norma non richiede alla aziende di uniformare i propri comportamenti in funzione di requisiti da rispettare ma richiede invece di fare propri ed implementare nell’attività di lavoro quotidiana una serie di principi, in funzione dei quali, nel rispetto delle proprie peculiarità, deve essere impostato il sistema di gestione della qualità.
Questi principi sono:
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1. ORGANIZZAZIONE ORIENTATA AL CLIENTE |
significa spostare l’ottica dal prodotto al cliente, dal che cosa l’azienda fa al chi le consente di conseguire il suo fine ultimo, che è quello di prosperare nel tempo generando benefici a tutte le parti interessate.
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2. LEADERSHIP |
le aziende devono sviluppare e migliorare in ogni area non solo competenze di tipo tecnico, commerciale, amministrativo, ma anche la competenza capacità di dirigere, perché è principalmente in base a questa che è possibile raggiungere un’unità di intenti, una reale motivazione del personale e un continuo miglioramento dei risultati raggiunti.
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3. COINVOLGIMENTO DEL PERSONALE |
per la direzione significa capire che sono le persone e non il prodotto od i mezzi produttivi l’elemento più importante dell’azienda, e che sicuramente rimangono potenzialità non sfruttate in termini di risultati complessivi se tutto il personale non viene coinvolto, anche in processi decisionali, in modo da rendere realmente disponibili all’organizzazione tutte le competenze potenziali.
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4. APPROCCIO BASATO SUI PROCESSI |
ogni attività deve essere condotta avendo come riferimento non il rispetto della conformità ma la comprensione del processo di cui l’attività è parte, capendo quindi qual è il cliente dell’attività che si sta realizzando, che esigenze ed aspettative ha, quali sono i fattori che ne determinano la soddisfazione, quale è il risultato attuale dell’attività/processo e come questo è correlato ai fattori che lo influenzano, se il risultato attuale è di soddisfazione per il cliente e attraverso quali interventi sia possibile migliorare i risultati.
L’approccio, che deve essere utilizzato per la gestione della qualità ad ogni livello, a partire dall’organizzazione nel suo complesso, è solitamente schematizzato secondo il modello seguente.
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5. APPROCCIO SISTEMICO DELLA GESTIONE |
la conduzione di un’azienda deve avvenire non a comparti stagni, per aree, ma in modo unitario e sistemico, avendo identificato i processi che la compongono, avendo capito di essi le modalità di funzionamento e di influenza reciproca e gestendoli in maniera tale da massimizzare obiettivi non di area ma aziendali.
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6. MIGLIORAMENTO CONTINUATIVO |
l’azienda deve sforzarsi di migliorare continuamente, anche quando sta raggiungendo risultati soddisfacenti; questo non può essere raggiunto senza prima aver trovato ed applicato un modo proprio per identificare le aree che presentano inefficienze o opportunità di miglioramento e ricercare alternative di intervento.
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7. APPROCCIO ALLE DECISIONI BASATO SUI FATTI |
ad ogni persona dell’organizzazione è richiesto di prendere decisioni sulla base non di sensazioni ma di dati ed informazioni, le principali aree di informazioni sono rappresentate da altro personale interno, dai processi produttivi e gestionali, dal prodotto realizzato, dai fornitori e dal cliente ed utente finale.
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8. RAPPORTI DI RECIPROCO BENEFICIO COI FORNITORI |
i fornitori devono essere visti come una parte dell’organizzazione, anche se esterna; alla base del processo di creazione del valore per l’utente finale deve esserci una logica di rapporti basata sulle specifiche competenze e sulla condivisione dei rischi e dei benefici, passando dalla logica della catena del valore a quella della costellazione del valore.
E TU... CHE PRINCIPI HAI ADOTTATO ? |